GENERATION Y

La blogger cubana Yoani Sanchez

Uno s’immagina che la dissidente più temuta dai fratelli Castro sia una cospiratrice di lungo corso che da Miami tesse le fila di una improbabile sollevazione nell’isola. Sbagliato. Yoani Sanchez, eletta nel 2008 dal Time come una delle cento personalità più influenti del mondo, è una ragazza havanera di 34 anni che, alle ipotesi armate, preferisce l’ironia, e alle cospirazioni, la tastiera di un laptop. Dal 2007 anima un blog, Generacion Y, che è diventato il simbolo delle nuove generazioni democratiche che guardano con speranza al dialogo tra Usa e Cuba inaugurato al summit delle Americhe. Per la gerontocrazia comunista, però, la Sanchez è una pericolosa “agente della Cia” che attacca le conquiste della Revoluciòn. Lei, per rispondere, sceglie l’ironia: “L’unica cosa che hanno ottenuto per ora è far aumentare il numero dei lettori del mio blog”.

Dopo 50 anni di gelo sta cadendo il muro di Cuba?
Sono contenta che il vecchio schema di confronto sia entrato in crisi. Ma ora, dopo l’apertura di Obama, la palla è passata a Raul. Tocca a lui fare il prossimo passo!!!!
 

E cosa dovrebbe fare?
Quello che si augurano migliaia di giovani: la fine del monopolio informativo del partito, le elezioni, la possibilità di viaggiare o di pubblicare un libro senza il controllo preventivo dello Stato, l’addio alla doppia economia monetaria con cui conviviamo da 15 anni. La lista è lunga.

Raul sembra più flessibile di Fidel su questo piano…
L’unico cambiamento che ho visto, da quando si è dimesso il Grande Oratore, è che ora non viene più ritardato l’inizio delle telenovelas perché deve finire i suoi discorsi. Poi, certo, i cubani ora possono comprare un cellulare. Ma le chiedo: quanti se lo possono permettere? Senza contare che quelli che potevano lo hanno già comprato al mercato nero. Raul si è limitato a prendere atto di quello che era già avvenuto nella società civile.

A Cuba, dicono gli intellettuali filocastristi, c’è il sistema sanitario ed educativo migliore di tutta l’area.
Fino a che c’era l’Urss forse era così. Ora, agli amici stranieri di Castro, dico: venite a vedere che cosa significa stare in sala d’attesa in un ospedale dell’Habana. Mancano i termometri, le aspirine, i medici guadagnano l’equivalente di 30 dollari al mese. È chiaro che c’è la fuga di cervelli.

Colpa del blocco, insistono i fidelistas…
Lo tolgano domattina, sarei contenta. Il punto è che il governo ha sempre usato l’embargo Usa come una scusa per nascondere il proprio fallimento. Ma l’embargo peggiore è quello che ci hanno imposto in questo mezzo secolo di dittatura personalistica.

Sarà un regime, ma non l’hanno mai messa in carcere.
Mi hanno chiamata agente dell’Impero, hanno cercato di intimidirmi, mi pedinano e mi controllano le chiamate. Quando hanno capito il successo del mio blog, nel marzo 2008, l’hanno oscurato in tutto il paese. E se continuo ad aggiornarlo è perché vado in incognito negli alberghi per stranieri e invio via mail gli articoli agli amici all’estero che conoscono la password. Sono una blogger cieca che non vede quello che pubblica. E che è protetta grazie alla notorietà.

Preferiva McCain a Obama?
Niente affatto. La vittoria di Obama è stata un segnale per le nuove generazioni e per la comunità nera cubana. Qui siamo lontani anni luce dall’ipotesi che un uomo di colore, o una donna, possa diventare presidente. Qui comanda da sempre la gerontocrazia hispanica. Negli ultimi cinquant’anni le cose sono rimaste tali  nonostante l’introduzione di leggi formalmente egualitarie

Castro diceva: Revolucion o morte. Lei è una rivoluzionaria?
Ma quale rivoluzione. Questo regime è solo immobilista. Sogno il giorno in cui ci sia un capo di Stato grigio che va poco in tv ma che sa amministrare bene la cosa pubblica. E che poi se non va bene lo puoi mandare a casa con il voto.

Bastista o Castro?
Batista (il vecchio dittatore abbattuto dalla rivoluzione ndr)  appartiene a un’altra epoca. Sono cinquant’anni che ci governano con lo spauracchio del passato che ritorna. Cuba deve guardare avanti!!!!!

Tutto questo è vero!!!! Io avevo letto di queste cose prima di partire, ma credevo fossero solo “leggende” che il Paese si portava dietro da tanti anni ormai…..e invece, dopo pochi metri percorsi sulle strade dell’Havana iniziano i primi cartelli:                                                                                     

Questo è quello che vivono gli abitanti di Cuba ogni giorno: cartelli ogni 2 metri, una fortissima pressione psicologica….queste non sono opinioni, ma è la realtà!!!!!! Tutto questo rappresenta l’altra faccia di questo Paese…per me è stato un sogno, una vacanza indimenticabile…ma come sarebbe vivere qui??????

Voi cosa ne pensate?????

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