4^ lezione

Questa lezione l’ho letteralmente rubata…..grazie Ale…..

Quarta tappa del nostro per-Corso di Informatica Applicata al Giornalismo. Visto l’arrivo via mail di tutti gli indirizzi dei nostri blog e il numero abbastanza ridotto delle presenze in aula, penso ci sarà un’impennata delle visite a questo post 😛

Prima di cominciare ringrazio tutti coloro che si sono iscritti al mio blog e che lasciano commenti, reazioni e suggerimenti utili.

 

Inizio, dunque, ricordando che la lezione di ieri non è stata tenuta dal nostro ‘mentore’ Alfonso (assente auto-giustificato :P), sostituito egregiamente da Paolo ‘sostanzialmente’ Ferrandi, vice-caporedattore della Gazzetta di Parma e professore di Teoria e Tecniche del Linguaggio Giornalistico presso la nostra Università.

 

In queste quattro ore di ‘babysitting’, il prof. Ferrandi ha sostanzialmente ribadito molti dei concetti che altri professori ci stanno pian piano inculcando: cosa certamente non negativa, non solo poiché repetita iuvant, ma anche perché sinonimo di una ‘armonia’ nella visione che i nostri insegnanti hanno riguardo l’evoluzione dell’ambito in cui lavorano (e in cui noi speriamo di lavorare). Una lezione di ‘recap’, dunque, a cui il prof. ha aggiunto una lunga carrellata di siti di notizie (giornali, blog, news aggregators), illustrandone di volta in volta caratteristiche principali e scelte editoriali.

 

Riassumo schematicamente i punti chiave della lezione:

 

1) In presenza di eventi ‘speciali’ (ad esempio una turnata elettorale) i giornali ‘di carta’ non possono assolutamente competere con i siti di news 24h. Di contro, tuttavia, questi ultimi molte volte sono presi dall’ansia della notizia, rischiando quindi di far circolare informazioni ‘gonfiate’ (o peggio false) solo per non aver potuto attendere una verifica delle fonti

 

2) Lo sviluppo tecnologico è impetuoso, ma le innovazioni non partono mai dal centro bensì dalle estremità della Rete

 

3) Internet: E’ considerato dagli utenti un distributore globale ‘free’, per cui essi non accettano volentieri limitazioni e pagamenti

 

4) Giornali online:
– News & Observer (1° al mondo)
– Omogeneizzazione dei contenuti (dovuta all’eccessivo affidamento alle fonti d’agenzia e alla scelta di puntare più o meno sempre sulle stesse tematiche)
– Omogeneizzazione del modo di presentare i contenuti (scelte di layout molto simili per molti siti)
– Non impongono pagamenti (eccetto i giornali ‘finanziari’) per non perdere ‘pagine viste’ e di conseguenza pubblicità. Ciò porta tuttavia la necessità di trovare nuove fonti di ricavo economico, più adatte al mezzo (visto che gli abbonamenti non funzionano e i banner disturbano e sono facilmente evitabili)

 

5) Giornali online italiani:
– Unione Sarda (1° in Italia)
– Poche risorse umane/economiche (ma carichi di lavoro e ritmi molto maggiori, che portano ai numerosi rischi di copia-incolla e informazioni errate)
– Modello di business incentrato sull’advertisement (si punta alle ‘pagine viste’, con ogni mezzo possibile, arrivando a far parlare di ‘borsino morboso’)

 

6) Giornali online locali:
– Le notizie sono importanti, ma fondamentale è riuscire a ricostruire intorno a sé la comunità locale (sito come ‘social network locale’)
– Possibilità di realizzare buoni prodotti anche con pochi mezzi

 

7) News aggregators: Siti che raccolgono e selezionano notizie da altri siti (e per questo sono molto criticati dai colleghi di questi ultimi)

 

Questo è il quadro complessivo degli argomenti trattati ieri. Concludo ringraziando particolarmente il prof. Ferrandi, che ha saputo tenere la lezione con la sua solità eleganza, accuratezza e completezza, regalandoci inoltre l’emozione di una prestazione record a cui pochi potran dire di aver assistito (211 ‘sostanzialmente’ in 158 minuti non è roba da tutti i giorni…vero ragazzi? ;P). Con questo dovuto omaggio è proprio tutto gente. A settimana prossima!!!
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